Ecco perché Ceriscioli andava sfiduciato sulla sanità

Ecco perché Ceriscioli andava sfiduciato sulla sanità. La maggioranza lo salva dalla sfiducia, senza riuscire a difenderlo nel merito. Sulla sanità Ceriscioli ha fallito su tutta la linea, creando difficoltà ai cittadini, è quindi ora di staccare la spina a questa giunta. Leggi la mozione di sfiducia che come M5S abbiamo proposto anche alle altre minoranze per far cadere la giunta.

In 4 anni di governo Luca Ceriscioli (vedi foto in copertina ripresa dall’Ansa) non ha esercitato le funzioni di indirizzo e vigilanza richieste dallo statuto regionale, ritenute essenziali per poter gestire la difficoltosa situazione sanitaria. Il caso degli appalti ASUR di cui si legge nelle cronache e rispetto al quale Ceriscioli ha confessato la propria ignoranza, è l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso della manifesta incapacità del presidente della Regione nel dominio della gestione sanitaria. Gli indirizzi politici sulla sanità dettati da Ceriscioli sono stati quelli di realizzare un ospedale unico provinciale chiudendo 13 ospedali dell’interno, questa scelta viene da sempre osteggiata in tutta la Regione e causa pericolosi disservizi ai cittadini, compresa la insufficiente copertura nel settore dell’emergenza-urgenza nell’entroterra; i privati, finanziatori della campagna elettorale di Ceriscioli (motivo per il quale a suo tempo abbiamo presentato la prima mozione di sfiducia), hanno significativamente incrementato il volume delle prestazioni erogate, tanto da superare di 5 milioni il budget a loro assegnato per la mobilità attiva (che pagherà la Regione, e quindi i cittadini), evidenziando quindi anche in questo caso l’assenza di vigilanza da parte della giunta. Il privato eroga servizi ospedalieri nella struttura di Sassocorvaro, che gli è stata quasi interamente ceduta, quando nelle altre strutture equivalenti, al pubblico ciò non è permesso. Mancano 3000 posti letto di assistenza territoriale extra-ospedaliera, socio-sanitaria e sociale, e non si vede la realizzazione di un piano di edilizia socio-sanitaria efficace. Le liste di attesa non vengono governate a dovere, restando eccessivamente lunghe. Nulla si è fatto per attrezzare efficaci servizi distrettuali: neppure far coincidere il territorio di competenza tra Ambiti Territoriali Sociali e Distretti Sanitari, aspetto unanimemente evidenziato dagli operatori del settore come elemento di mancata efficienza. Ceriscioli non è in grado di assicurare i routinari servizi ospedalieri nel periodo estivo, a causa della penuria di personale che doverosamente fruisce delle ferie, situazione ritenuta insostenibile da operatori, sindacati e cittadini. Molti reparti ospedalieri soffrono di mancanza cronica di medici specialisti, e di personale di altro tipo, ma i concorsi per dirigenti amministrativi vengono banditi di continuo. La mobilità passiva (marchigiani che si curano fuori regione) costa ai marchigiani decine di milioni di euro ogni anno ed ammonta a 30.000 ricoveri extra-regione, e la sua recente contrazione non è significativa. Il Piano socio-sanitario, scaduto nel 2014, non è stato portato a compimento da Ceriscioli, che solo a fine legislatura ne presenta uno confuso, vuoto e lacunoso, come stigmatizzato dalle decine di udizioni registrate dalla commissione competente, che verrà (forse) approvato in piena campagna elettorale per la prossima legislatura.

Negli interventi susseguitesi ieri in consiglio da parte dei membri della maggioranza, nessuno è stato in grado di fornire dati che potessero controbattere l’accusa di non aver saputo esercitare le funzioni di indirizzo e vigilanza richieste dallo statuto regionale, mentre lo sbando in cui è lasciata la gestione sanitaria è stato ben fotografato da decine di denunce pubblicate sulla stampa di tutte le testate regionali da anni. Quindi, Ceriscioli doveva essere sfiduciato, per evitare che la sua giunta prosegua a far danni.

Il M5S sulla sanità ha le idee chiare ed ha da tempo pubblicizzato le sue proposte, sia in campo ospedaliero che in ambito territoriale e sociale.

Ecco l’articolo uscito sulla stampa on-line pubblicato da Viveremarche e da Picchionews.

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