Approvata mozione Fabbri M5S per un tavolo di coordinamento per la mobilità della fase 2 e 3 Covid-19

Approvata mozione Fabbri M5S per un tavolo di coordinamento per la mobilità della fase 2 e 3 Covid-19. E’ stata approvata in consiglio regionale la mia mozione (n. 647/20 Covid-19: superare la fase di emergenza con una nuova politica di gestione del trasporto pubblico locale), firmata ed emendata anche dal collega Micucci (Pd). La mozione chiede un tavolo regionale di coordinamento con il Governo sul trasporto pubblico locale per affrontare le fasi 2 e 3 dell’emergenza Covid-19. La Giunta regionale ha già avviato da settimane un tavolo sul tema, ma con questo atto chiediamo un tavolo di confronto con il Governo ed i livelli nazionali del settore al quale possano partecipare Province, Comuni, gestori del servizio, sindacati, associazioni dei consumatori, enti di ricerca. Un organismo operativo che possa eseguire con urgenza attività di revisione del piano regionale dei trasporti e dei programmi dei servizi. Inoltre dovrà provvedere alla riprogrammazione degli investimenti, riassegnando i fondi economici disponibili ed assegnandone di aggiuntivi, ed all’individuazione di soluzioni innovative ed eco-sostenibili.
A rendere necessaria ed urgente l’istituzione del coordinamento con i livelli nazionali, dopo la costituzione di quello regionale, l’imminente allentamento delle restrizioni sulla mobilità e la ripresa di molte delle attività economiche che porteranno, inevitabilmente, ad un’impennata del traffico veicolare privato già da maggio per arrivare ad un vero e proprio shock a settembre prossimo con la riapertura delle scuole.
Nella mozione sono contenute già alcune ipotesi per evitare la congestione del traffico e garantire il trasporto pubblico in sicurezza come: la riduzione degli spostamenti mediante il ricorso a smart working; diluire il traffico delle ore di punta ampliando la flessibilità oraria di ingresso/uscita dei lavoratori e di apertura degli esercizi commerciali; garantire la sicurezza sanitaria del servizio di trasporto mediante il distanziamento personale sia sui mezzi sia alle fermate e nelle stazioni. In questo quadro, l’atto suggerisce anche l’attribuzione delle attività di controllo. E’ indispensabile inoltre intervenire a livello logistico ed infrastrutturale, ad esempio, intercettando nei parcheggi scambiatori e nelle stazioni le quote di mobilità precedentemente assorbite dal trasporto pubblico, evitando che proseguano verso i centri cittadini. Ancora: incrementare le corsie preferenziali e la semaforica intelligente, al fine di garantire un incremento della velocità di circolazione dei mezzi pubblici ed aumentare la frequenza del servizio, riducendo i tempi di stazionamento sia alle fermate che all’interno del mezzo, riducendo così il rischio di contagio.
Tra le misure proposte dal documento anche la realizzazione di Reti di Mobilità di Emergenza cittadine in corrispondenza delle zone a maggior traffico, di concerto con Province, Comuni e gestori del servizio, e l’implementazione, di concerto con i gestori del servizio, delle indicazioni ritenute utili dall’Associazione Trasporti. La Rete di Mobilità di Emergenza cittadina potrebbe essere realizzata attraverso: il recupero di corsie dedicate sugli assi principali; l’ampliamento delle corsie e delle piste ciclabili; la realizzazione di controviali ciclabili; lo sfruttamento delle corsie preferenziali del Tpl anche per biciclette e micromobilità; l’identificazione di itinerari complementari e paralleli. Contemporaneamente, occorre incentivare un’offerta di trasporto flessibile, ad esempio con servizi personalizzati, a richiesta, point to point, servizi di trasporto dedicati, ad esempio, collegamento con le fabbriche; installare apparati per l’acquisto self-service dei biglietti, predisposizione di App per l’acquisto online, incentivazione della vendita di biglietti con sistemi telematici; valutare l’applicazione di leve tariffarie per distribuire la domanda.
La Regione e Rete Ferroviaria Italiana hanno già siglato un Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie, che ha l’obiettivo di potenziare l’accessibilità e l’attrattività delle stazioni, ottimizzare l’integrazione modale tra il treno e il trasporto pubblico su gomma, creare connessioni di qualità con la rete ciclabile, puntare sulla sostenibilità ambientale e sulla mobilità elettrica. La Programmazione POR FESR Marche 2014/2020 prevede il finanziamento di interventi sui nodi di interscambio, come la realizzazione di aree di sosta, punti informativi, parcheggi bici, depositi e altri servizi accessori in area urbana. Inoltre, con Legge finanziaria regionale 2019, è stato reso disponibile un milione di euro finalizzati all’erogazione di contributi ai Comuni per interventi di miglioramento dell’accessibilità ai servizi di Tpl tramite le fermate.

Ecco l’articolo apparso sulla stampa on-line.

Leggi anche l’articolo che presentava la mozione.

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